L’area di Su Campusantu ’e Is Arruus si trova in un territorio di forte naturalità, caratterizzato da rilievi granitici e da una posizione elevata che domina il paesaggio circostante, conferendo al sito una visibilità e una collocazione strategica. Si tratta di un sito pluristratificato che, a dispetto della fitta vegetazione e della mancanza di indagini stratigrafiche, conserva elementi che permettono di identificare le diverse fasi di insediamento.
La prima frequentazione del luogo risale all’età preistorica: il menhir proto-antropomorfo che ancora si erge in situ può essere tipologicamente attribuito al Neolitico finale – Eneolitico, costituendo una delle prime evidenze materiali della presenza umana nell’area del Parco. Resti di strutture circolari e quadrangolari, realizzate in opera poligonale con pietre di medie e piccole dimensioni e talvolta articolate in più ambienti, documentano la rifrequentazione dell’area in epoca nuragica e romana.
Sempre nell’area è stata individuata una necropoli di età storica, indicata come “probabilmente punica” – in realtà, romana – in un articolo de L’Unione Sarda del 16 agosto 1972. L’intervento di scavatori clandestini ha comportato lo sconvolgimento delle sepolture, di cui risultavano ben visibili le lastre di copertura ormai divelte e abbondante materiale ceramico in superficie.
L’area archeologica di Su Campusantu ’e Is Arruus costituisce un sito pluristratificato di notevole rilevanza, tra i pochi esempi che, allo stato attuale, testimoniano un’occupazione preistorica del comprensorio montano.